Il report 2025 della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, diffuso in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia, fotografa un fenomeno che ogni genitore dovrebbe conoscere: 434 casi di adescamento online trattati, 223 episodi di sextortion e 365 casi di cyberbullismo con minori coinvolti, su un totale di 2.623 casi legati alla tutela dei minori nel dominio digitale. La fascia d'età più colpita dall'adescamento è quella tra i 14 e i 16 anni, ma i segnali di rischio emergono già alle elementari.
Secondo i dati diffusi da Save the Children, quasi un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni — una quota quasi raddoppiata rispetto a pochi anni fa — e oltre sei preadolescenti su dieci hanno già un profilo social, nonostante i limiti di età previsti dal GDPR. Non è un problema che riguarda "gli altri": riguarda la quotidianità digitale di quasi ogni famiglia italiana.
Perché l'approccio D.E.A. si applica anche qui
Il Sistema D.E.A. nasce per la difesa personale fisica, ma i suoi tre pilastri — Defence, Empowerment, Awareness — descrivono altrettanto bene il compito di un genitore nell'era digitale: proteggere, senza isolare; rendere autonomi, senza lasciare soli; insegnare a leggere i segnali, prima che il pericolo si manifesti.
Awareness: riconoscere i segnali, non solo vietare
Gli adescatori online raramente si presentano come minacce evidenti: usano spesso profili falsi di presunti coetanei e tecniche di manipolazione affettiva graduale, sfruttando in particolare social, chat e — sempre più spesso — videogiochi online come primo punto di contatto. Riconoscere i cambiamenti di comportamento (segretezza improvvisa riguardo al telefono, nuovi "amici" mai nominati prima, ansia dopo l'uso di un'app) è più efficace del semplice controllo o divieto, che spesso spinge il ragazzo a nascondere invece di parlarne.
Empowerment: rendere i figli protagonisti della propria sicurezza
Come ricordano le linee guida diffuse per il Safer Internet Day, il ruolo di genitori, insegnanti e adulti di riferimento è determinante — ma lo è ancora di più quando si traduce in strumenti concreti dati ai ragazzi stessi: sapere di poter dire no, sapere a chi rivolgersi, sapere che chiedere aiuto non è una sconfitta. È lo stesso principio su cui si basano i moduli D.E.A. dedicati a minori e adolescenti: costruire fiducia in sé, non soltanto regole imposte dall'esterno.
Defence: un dialogo aperto come prima barriera
La difesa più efficace, in ambito digitale, non è tecnologica: è relazionale. Un canale di comunicazione aperto, senza giudizio, in cui un figlio sappia di poter raccontare qualcosa di strano successo online senza timore di essere punito o privato del telefono, resta secondo gli esperti il fattore protettivo più determinante — più efficace di qualsiasi parental control da solo.
Proteggere un figlio online non significa controllarne ogni passo, ma essere la persona a cui si rivolge per primo quando qualcosa non torna.
Consigli pratici per i genitori
- Mantieni un dialogo aperto e non giudicante su cosa fanno i tuoi figli online, senza aspettare che sia un problema a farlo emergere
- Impara a riconoscere i segnali di disagio: cambi di umore improvvisi, segretezza sul telefono, ritiro sociale
- Rispetta i limiti di età previsti per l'iscrizione ai social (13-14 anni), che esistono anche per la tutela dello sviluppo psicologico
- Parla apertamente di adescamento e sextortion in termini comprensibili all'età del figlio, senza allarmismo ma con chiarezza
- Fai sapere a tuo figlio che, qualsiasi cosa succeda online, può sempre venire da te per primo
Il Sistema D.E.A. propone anche workshop tematici dedicati a genitori e famiglie sulla consapevolezza e la gestione dello stress in situazioni di rischio, in continuità con l'esperienza istituzionale del Maestro Francesco Russo presso la Scuola di Polizia Regionale della Campania.
Fonti consultate
- Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Report annuale 2025 sulla tutela dei minori online
- Save the Children Italia, dati su uso dello smartphone e social tra minori, 2025-2026
- Commissione Europea, Safer Internet Day 2026
- Flash Eurobarometer 579 su adolescenti e uso degli schermi, 2026